Yoga bambini e fisiologia

di Gabriella Calsolaro

Il presupposto di questa piccola relazione è che noi NON possediamo una piena consapevolezza del funzionamento del nostro corpo.

Attraverso lo yoga è possibile migliorare tale conoscenza.

Con la pratica delle asana con i bambini proponiamo che una piccola porzione di ogni incontro , possa essere dedicata esclusivamente alla conoscenza del corpo e delle sue manifestazioni fisiologiche.

Il modo più semplice e immediato per suscitare la loro attenzione è il gioco inteso per lo più come attività fisica.

Partiamo con l’esempio di asana più semplici.

Durante l’ asana del soldatino descriviamo, in maniera semplice, la parte interessata al movimento nella sua funzione.

La colonna vertebrale che si allunga verso l’ alto dunque, verrà descritta nella sua percezione, più che nel nome. Diremo al bambino che ciò che sente allungarsi lungo la schiena è la parte che sostiene tutto il corpo, come una colonna appunto, fatta da tanti piccoli anelli o come una molla che può allungarsi a nostro comando, oppure spiegheremo che la parte del tronco compreso tra le braccia serve per contenere l’ aria, e si occupa del respiro. Quindi senza nominare la colonna vertebrale o la regione toracica, con parole semplici andremo a identificare ampie regioni del nostro corpo, accomunate da una funzione.

Nelle asana da sdraiati, si inviterà ad “auscultare” il cuore del bambino accanto, facendo mettere a contatto il proprio orecchio con la parte sinistra del torace del compagno; la stessa cosa si potrà fare per i rumori dell’intestino, introducendo, quindi come argomento, la digestione dei solidi e dei liquidi, in riferimento ad un ampia regione del corpo.

Proseguendo ancora, nel successivo incontro, l’ energia procurata dalla digestione dai cibi potrà essere usata nell’ asana della “barca, ponendo l’ attenzione al tremolio inevitabile dovuto allo sforzo prolungato, come normale manifestazione dell’apparato muscolo-scheletrico, e spiegando che tutto ciò che trema durante la pratica è la parte del corpo che ci permette di muoverci e giocare. Il passo successivo sarà quello di stimolare l’ autonoma percezione del proprio battito cardiaco o del respiro più o meno accelerati, in funzione dello sforzo compiuto.

Ciascun asana quindi può essere utilizzata per accrescere la consapevolezza delle diverse parti del corpo che andremo a sottolineare verbalmente al bambino. Ne viene fuori una conoscenza anatomica e fisiologica nuova, che non è fatta di termini scientifici o da ricordare a memoria, ma costruita, incontro dopo incontro attraverso il gioco, con la percezione del funzionamento dei vari organi e apparati.

Il corpo viene dunque vissuto come un insieme, in cui tutto è collegato, dal sorriso alla postura, dallo sforzo al battito cardiaco.

Con il fine ultimo di stimolare una sana curiosità nel bambino rispetto al funzionamento del proprio corpo migliorandone la crescita e la consapevolezza.

tratto dalla relazione

di Gabriella Calsolaro

corso di formazione Balyayoga – yoga per bambini, Bari 2013

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